AGRIGENTO-Leonardo Sciascia raccontato attraverso l’ Arte di Pino Di Silvestro

 

 

Si  intitola “Un’ ora con Leonardo e le epigrafi di Sciascia” la mostra ospitata presso il centro Culturale “Pier Paolo Pasolini” di Agrigento.

Fotografie scattate a Siracusa nel 1988, stampate in un centro di alta specializzazione, vedono la luce per la prima volta ad Agrigento.

Sempre attualissimo Sciascia ed il suo pensiero, a 28 anni dalla scomparsa, questi scatti racchiudono molteplici  espressioni restituendoci un’ immagini  di Sciascia, molto comunicativa,  estremamente naturale, intensa,”vera”.

Le acqueforti sono il frutto di un progetto ambizioso: quello di riassumere in un’ epigrafe un intero romanzo.  Lo spirito di un libro condensato all’ interno di un’ immagine era l’ obiettivo di Pino Di Silvestro,  e ci è riuscito in modo eccellente. Ne aveva parlato anche con lo stesso Sciascia che purtroppo, però,  non riuscì a vederlo compiuto.

Pino Di Silvestro vive e lavora a Siracusa. Ha studiato in Germania ed ha al suo attivo una produzione grafica di grande valore artistico. Xilografo e acquafortista, ha illustrato opere di Sofocle, Ovidio, Eschilo, Goethe. E’ autore di diverse opere letterarie tra cui “La fuga sosta”-Caravaggio a Siracusa con cui ha vinto la XVI ed. del Premio Racalmare.  

Gaspare Agnello, relatore della mostra, afferma: “Io non so dire quali differenze esistano tra le opere di grafica e le opere letterarie di Pino Di Silvestro perché nelle grafiche c’è la parola, c’è il racconto, c’è tutto il mondo poetico che Pino Di Silvestro ci vuole raccontare, nei libri ci sono i quadri, i bozzetti, la natura disegnata come le acqueforti, le xilografie. Gli aromi, poi, sono in tutte le opere di Pino Di Silvestro e si possono annusare. Quadri e libri sono la stessa cosa, cantano la poesia con modi espressivi diversi.

Di Silvestro appartiene al grande mondo epico di Sciascia, Consolo, Bufalino ed ha avuto il grande pregio di trasformare le opere di questi grandi narratori in immagini vive e palpitanti. La sua mostra ci commuove perché ci ricorda un mondo passato pieno di significati e di attualità.”

Di Silvestro ricorda l’ amore di Leonardo Sciascia per le  stampe e le fotografie di cui era un grande collezionista. Questo rende  il senso profondo di Sciascia di approfondire appropriarsi di un passato che può essere rivissuto e rivisitato.

Per arrivare a queste acqueforti, Di Silvestro parte dal concetto di entelechia, concetto trattato ampiamente nel saggio di Sciascia del 1987 “Il ritratto fotografico come entelechia” circa l’ essenza della fotografia stessa, incentrato sull’ idea che l’ immagine fotografica possieda già in potenza il divenire di un soggetto. Nello stesso anno Sciascia cura una mostra molto suggestiva, all’interno della Mole Antonelliana a Torino, dal titolo “Ignoto a me stesso” dove saranno esposte quasi 200 rare fotografie scelte da Leonardo Sciascia e concesse in originale da importanti istituzioni di tutto il mondo. Si tratta di ritratti di scrittori famosi, dai primi dagherrotipi ai giorni nostri, da Edgar Allan Poe a Rabindranath Tagore a Gorkij a Jorge Luis Borges. Il catalogo viene stampato da Bompiani e oltre il saggio di Sciascia “Il ritratto fotografico come entelechia” contiene 163 ritratti e altrettante citazioni dei relativi scrittori.

” Sciascia operò questa sorta di scavo approfondito della fotografia,-afferma Di Silvestro-che ancora oggi costituisce mistero come campo. Chi sa leggere vi legge qualcosa che  a noi sfugge, che non è il semplice fermare un momento. Ciò che ho fatto è una rilettura dei romanzi di Sciascia, allo stesso tempo si colloca con una grande attualità, perché Sciascia ci fornisce un insegnamento etico, morale, eterno, non storicizzabile.”

Alla  domanda:”Cosa direbbe in una sola frase sul Leonardo  Sciascia che ha conosciuto? “Sciascia era una persona di un intelletto tagliente, profondo che ci ha dato semplicemente delle indicazioni perchè noi possiamo proseguire, nel senso di approfondire qualunque argomento della vita”.

“E’ molto bello-asserisce l’ assessore Beniamino Biondi,che si sia pensato all’ interno del Mandorlo in Fiore, quindi di una festa che ha anche una connotazione molto popolare, la realizzazione di alcuni eventi culturali all’ interno del centro storico della città.  Questo evento dà modo di connotare questa festa con un respiro ancora più ampio che possa riguardare anche l’ origine identitaria e culturale della nostra città. In questo caso il riferimento è d’ obbligo a Leonardo Sciascia. Questa mostra coniuga tutte le gamme espressive di questo importante artista, Pino Di Silvestro, che ci consente di leggere Sciascia attraverso le espressioni del suo volto. E’ stato un momento molto ricco, intenso con un’ ampia partecipazione. Credo che la città possa essere felice di questo evento culturale significativo.”

Nel corso della serata sono intervenuti Giuseppe Parello, Direttore del Parco della Valle dei Templi, Maurizio Masone Direttore Centro Culturale Pier Paolo Pasolini e  Angelo Pitrone.

La mostra è visitabile fino al 18 marzo 2017 dalle 17.00 alle 20.00, Via Atenea 123 Agrigento.

 

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