PLATANI-Pres. FAI Andrea Carandini: storica svolta per Agrigento.

Ph. Carmelo Capraro

Ambiziosi e suggestivi i temi discussi in occasione della conferenza stampa per  primo il Convegno Regionale Fai svoltosi ad Agrigento che ha visto 200 delegati siciliani ed i  dirigenti nazionali del Fai, per iniziativa del Presidente Regionale FAI Sicilia  Giulia Miloro e Giuseppe Taibi, Capo delegazione FAI Agrigento. Evento che celebra anche i primi vent’ anni del FAI in Sicilia, regione che ospiterà anche il convegno nazionale nel 2018.

Gli obiettivi prefissati riguardano il Parco Archeologico e il  giardino della Kolymbethra, beni che non vanno soltanto conservarti ma vanno contestualizzati e “resuscitati” come sottolinea Andrea Carandini, Presidente nazionale FAI nonché celebre archeologo, giunto in Sicilia per l’ occasione.

La sua ultima fatica letteraria dal titolo“La forza del contesto” ed. Laterza, (attualmente primo nella classifica Bestseller di IBS Libri – Storia e archeologia – Archeologia – Teoria dell’archeologia), esplica in modo lampante la sua concezione di contesto riportabile sul piano dei beni archeologici che si configura come priorità se si vuol far rinascere realmente “Akragas” che porterebbe concretamente ad una svolta epocale del territorio.

Il Vicepresidente esecutivo FAI, Marco Magnifico, ha sottolineato il forte impatto emozionale che riesce a regalare sempre la Sicilia ai suoi visitatori. Si tratta di una terra che deve esplicare tutto il suo potenziale e può emergere secondo un principio fondamentale, quello della contestualizzazione:

“Dobbiamo ritrovare la logica generale, fare emergere la trama della città greco-romana ed a quel punto i Templi, il Teatro, l’ Agorà acquisiscono senso.” E’ questa l’ idea fondamentale del Prof. Carandini.

Per quanto concerne il  giardino della Kolymbethra , sito archeologico di enorme interesse storico ed archeologico  che ha mantenuto la sua atmosfera surreale e suggestiva,  ma non adeguatamente approfondito, l’ idea del FAI è di eseguire  un rilievo analitico, una magnetometria e poi pensare a degli scavi per ricostruire il paesaggio idraulico con lo scopo di resuscitarlo, non si tratta di una mera conservazione.

FAI e Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento in totale sinergia per raggiungere obiettivi sempre maggiori:

 “Abbiamo riconosciuto che tra il Parco e il FAI esiste un legame che va la di là del rapporto tra due soggetti istituzionali, ha enunciato il  direttore dell’Ente Parco Giuseppe Parello– c’è un rapporto di amicizia che va avanti da tempo e che si incrementa sempre di più condividendo delle azioni dove non manca mai un approccio collaborativo e sintonico. La valorizzazione che noi sosteniamo, non implica solo la conservazione, bensì l’ apertura al pubblico di nuovi scenari.”

La conferenza ha visto anche l’ intervento di Bernardo Campo, Presidente presso Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi e della dott.ssa  Daniela Bruno, archeologa  responsabile dell’Ufficio Valorizzazione del FAI.

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