AGRIGENTO- Accademia di Belle Arti “Michelangelo”, Convegno “Educare alla Bellezza per costruire il Futuro”.

Interessante ed articolato il convegno, ideato e organizzato dall’ Accademia di Belle Arti “Michelangelo”di Agrigento, diretta dal prof. Alfredo Prado, intitolato:”Educare alla Bellezza per costruire il Futuro”.

Diversi gli interventi di docenti e studiosi, che hanno restituito al numeroso pubblico, variegate tessere di un puzzle che, una volta completo, ha reso al concetto di “bellezza” la sua valenza  più nobile, spogliandolo da mistificazioni e orientandolo verso il suo carattere formativo e di  nutrimento dell’ anima.

“Il concetto di educazione-sottolinea la prof.ssa Rosa Maria Corbo-è legato in qualche modo al concetto di bellezza. Dobbiamo abituare la gente comune ma  soprattutto i ragazzi ad avere questo apprezzamento per tutto ciò che ci circonda. I quattro cardini su cui si muove la bellezza sono la creatività, la forma, il senso del gusto e la percezione della natura,  perché attraverso l’ elaborazione di questi argomenti si può educare ad apprezzare il nostro territorio.”

“Per educare alla bellezza bisogna conoscerla in tutte le sue forme- ha osservato il prof. Nuccio Mula docente, giornalista e Critico d’ Arte-perché è una materia, un concetto, un archetipo multiforme. Abbiamo tanti tipi di bellezza, non tutti sono capiti. Tutti dovrebbero essere gratificanti ma necessitano di un approccio propedeutico atto a fare camminare i meccanismi della concettualità  che poi portino a quelli della visibilità della visualità. Non possiamo più accontentarci della bellezza che è bella perché si vede e basta ma dobbiamo cercare anche altri tipi di bellezza, quelli che nascono prima dal cogitare e poi dal vedere.” Inoltre ha introdotto il tema legato all’ oggettività del concetto di bellezza, al relativismo per poi arrivare  alla società liquida di Zygmunt Bauman.  “E’ importante in questo senso carpire i mutamenti inerenti all’ arte contemporanea in funzione a nuove prospettive. Se l’ arte contemporanea deve andare da qualche parte, la si faccia andare nella piena libertà al di là di eccessivi allarmismi perché noi potremo separare e far la differenza tra ciò che è bello e ciò che non lo è.”

 

Dario La Mendola docente di Estetica ha posto l’ accento sul nesso tra sensibilità e bellezza rifacendosi al Trattato “Aesthetica” del 1750 di Alexander Baumgarten: estetica che coincide con “sensibile”. In effetti etimologicamente la parola estetica  (àestesis) significa sensibilità e percezione.

Qual è il legame  che  intercorre  tra bellezza e sensibilità? Baumgarten definisce la bellezza come la perfezione della conoscenza sensibile. Ecco che la bellezza da apparato teleologico diventa pienamente conoscenza a condizione che non prescinda dal sentimento, il sentimento più creativo che è l’ amore, l’ unico sentimento in grado di creare bellezza, ha concluso Dario La Mendola.

Un percorso di riscoperta di bellezza quella proposta dal prof. Raimondo Ferlito, docente di discipline pittoriche e restauro presso l’Accademia di Belle Arti di Agrigento che ha illustrato le immagini di un intervento di restauro “Un recupero della memoria, quindi un recupero di Bellezza”

Si tratta di una piccola chiesa seicentesca di Acireale, distrutta dal terremoto nel 1693 e poi ricostruita.

Raimondo Ferlito ha concluso il suo intervento con una citazione: “Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’ esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore (Peppino Impastato)“.

Il prof. Carmelo Capraro docente di Beni Culturali ci introduce ad un concetto  di bellezza insito nel  dna dell’ essere umano, un’ emozione che percorre i millenni:

“Per vivere la bellezza basta girare per il centro storico” cogliendo le varie stratificazioni culturali. Ha citato poi  Leonard Cohen con il brano “Anthem (Inno): “There is a crack in everything That’s how the light gets in.” (c’è una crepa in ogni cosa è così che entra la luce.) “Se c’è degrado nel nostro centro storico non dobbiamo vederlo come rovina ma amarlo così com’è  e cercare di salvaguardarlo, c’è una crepa in ogni cosa È così che entra la luce, e la luce  è Bellezza.”

Domenico Boscia, docente di scultura della stessa accademia ed esperto in decorazioni e realizzazioni di ceramiche artistiche,  lancia un  monito ai giovani ricordando la Lettera agli artisti di Giovanni Paolo II che recava  la data del 4 aprile 1999, in cui emerge la particolare condizione dell’artista che  vive una peculiare relazione con la bellezza. La vocazione ed il talento artistico non vanno mai sprecati ma di sviluppati per metterli a servizio del prossimo e di tutta l’umanità. “L’ Accademia ha anche questo compito, quello di portare avanti questo messaggio di bellezza e  divulgarlo agli altri e lo fa su scala regionale e nazionale. Il messaggio è quello di lavorare in ordine alla bellezza perché si è belli fuori nel momento in cui  si è belli dentro.”

 

Per Paolo Giansiracusa-Storico dell’ Arte, è di fondamentale importanza liberare la bellezza dal recinto che le è stato affibbiato: “Noi pensiamo erroneamente che la bellezza sia un valore di cui devono tenere conto gli artisti, i pittori, i musicisti e così via ma perché lei non vuole che un medico conosca la bellezza? Se conosce la bellezza farà cose più sane, più giuste. La bellezza deve permeare all’ interno di ogni ambito dell’ impegno umano perché se la bellezza è un valore riservato ad un’ élite di persone come fa ad attraversare la società e a costruire altra bellezza?

Si pensa che tutte le trovate che creano sorpresa o stupore e di cui si parla diventino subito buone, ma la notorietà non può coincidere con la bellezza!!

Le bellezza passa anche dalla conoscenza specifica perché elimina le improvvisazioni. La bellezza ha bisogno di nutrimento. Il prof. Paolo Giansiracusa parla di “equivoco dell’ arte contemporanea”, quello di confondere il buono e il bello. “Dobbiamo restituire ai ragazzi i veri valori e dare dignità a determinate discipline considerate di affiancamento.  Le discipline che educano alla bellezza sono fondamentali. La bellezza va costruita, attraverso la conoscenza, lo studio, la tecnica ed il linguaggio creativo.”

L’ evento, svoltosi presso la Sala Gianbecchina  dell’ex Collegio dei Filippini,  è stato moderato da Peppe Zambito ed ha visto altresì l’interventi Sindaco Lillo Firetto e Beniamino Biondi assessore alla Cultura e docente.

“Questo è uno dei Musei più importanti della città, che ospita collezioni di grandissimo pregio tra cui le opere del maestro Gianbecchina, di Filippone, Lojacono e i presepi di Roberto Vanadia, tra i presepisti più importanti  in Italia. Bellezza è la capacità di vivere delle esperienze di stupore estetico. Agrigento offre delle grandi e preziose occasioni di bellezza.”

 

One Comment

  1. Sempre più puntuale e straordinaria. Grazie alla Giornalista Giusy Terrasi.

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