AGRIGENTO- Caffè Letterario “Sulla strada della Legalità” II ed. primaverile, “Il Morso” di Simona Lo Iacono e il prossimo appuntamento

Il romanzo dal titolo “Il Morso” Neri Pozza editore di Simoma Lo Iacono è stato al centro dell’ incontro-dibattito del secondo appuntamento del Caffè Letterario “Sulla strada della Legalità” II ed. primaverile.

L’ opera vincitrice  del Premio Racalmare-Sciascia 2017, dipinge il ritratto di una donna realmente esistita: Lucia Salvo. Siamo a Palermo nel 1847, Lucia è una sedicenne vittima del pregiudizio e delle superficialità. La sua grave forma di epilessia viene letta come “pazzia”. Definita “a babba”, la giovane Lucia dimostrerà di possedere doti e risorse insospettabili e, al momento giusto saprà sferrare quel “morso” emblema di determinati valori.

L’ evento è stato introdotto dal dott. Giuseppe Felice Peritore , Vice Questore Vicario della Questura di Agrigento.

Il coordinatore dell’ evento Enzo Alessi ha manifestato:

Un’ espressione di convinta solidarietà a chi ogni giorno si mette a scrivere per garantire libertà e informazione a Paolo Borrometi giornalista siciliano in questo momento minacciato dalla mafia. In questo momento tutti i giornalisti siciliani siamo Borrometi.

Gli studenti  dell’ Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “Enrico Fermi” accompagnati dalla dirigente dott.ssa Elisa Maria Enza Casalicchio e dai rispettivi  docenti, hanno seguito l’ incontro con interesse ed hanno interagito con Simona Lo Iacono, narratrice e magistrato, ponendo interessanti domande.

Il tema della diversità è trasversale alle opere di Simona Lo Iacono ma a tal proposito la scrittrice sottolinea: “Non è soltanto parlare degli ultimi è anche l’ idea che attraverso questo confronto ci sia la possibilità di un riscatto, il significato più pieno dell’ esistenza umana, essere se stessi nel senso che la scrittura è un percorso di ricerca spirituale non è solo un esercizio narrativo, è mettersi in ricerca, farsi delle domande, lanciare delle provocazioni e credere che il mondo possa cambiare.”

Chiedo alla scrittrice cosa suggerisce a chi percepisce la propria diversità, specialmente in età delicata come quella adolescenziale,  e spesso si sente bloccato da essa. Come canalizzare questa diversità che è anche portatrice anche di energia e creatività?

“In realtà siamo tutti diversi perché siamo tutti unici e quindi la nostra diversità è preziosissima.

La diversità, il fatto di essere in qualche modo al contrario rispetto alla logica del mondo è un vantaggio, non è uno svantaggio, magari è un vantaggio che esige lentezza nel senso che il percorso che la diversità deve fare è più lungo rispetto a quello della conformità al mondo ma è certamente quello che consente ai ragazzi di scoprire la propria vocazione umana.”

Simona Lo Iacono si batte da sempre nei suoi percorsi di lettura e scrittura e di legalità per dare un messaggio fondamentale ai giovani: quello di scoprire il proprio progetto all’ interno del mondo, la propria voce, la propria vocazione unica, eccezionale dirompente, necessaria “Ciascuno di voi è necessario per il mondo in cui si va ad immettere quindi ciascuno di voi ha il diritto e il dovere di individuare questa personalissima specialità che va preservata, curata e fatta crescere e che va soprattutto armonizzata con il bene comune perché possa fiorire e possa portare dei frutti. Il consiglio che mi sento di  dare è quello di curare la diversità, di valorizzarla, rispettarla, amarla, farla fruttare, di assecondarla anche quando la diversità è incomprensibile, appare ingiusta, anche quando la diversità è negletta dal resto della società. La diversità comunque va preservata perché è ciò che ci caratterizza come esseri umani e perché lì si gioca la relazione: noi siamo esseri relazionali, non possiamo vivere se non sotto lo sguardo di un altro, ma se non in relazione con l’ altro. Non a caso la parola è lo strumento della relazione. Ecco perché è importantissimo che venga manipolata con grandissimo senso di responsabilità, perché la parola buona, la parola giusta, la parola vera genera bene, giustizia e verità.

La parola malsana, menzognera e fallace genera menzogna, falsità e spesso reati. Come si fa a fare tutto questo? Praticando la diversità, andando nei luoghi della diversità, accostandosi a chi è diverso.

Ed è proprio quello che concretizza  prestando servizio presso le carceri come volontaria, tenendo corsi di letteratura, scrittura e teatro e utilizzando diverse arti per attuare il principio rieducativo della pena sancito dall’art 27 in cui si stabilisce che “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato .”

Nel corso delle manifestazione sono intervenute Giusi Carreca, attrice che ha interpretato magistralmente alcuni pagine del libro e la poetessa Daniela Ilardi, che per l’ occasione che declamato la poesia dal titolo :”Luce di femminilità”.

L’ evento è promosso dalla Questura di Agrigento in collaborazione con l ‘ Associazione “Emanuela Loi”, presieduta da Fabio Fabiano e curata da Angelo Leone.

Prossimo incontro da non perdere vedrà protagonista Salvatore Vella Sostituto Procuratore della Repubblica di Agrigento, autore de “La forza del gruppo. L’etica come chiave del successo“, scritto assieme a Mauro Baricca e Demetrio Pisani.

Appuntamento sabato 21 aprile ore 11.00 presso il centro Balneare Polizia di Stato, San Leone (Ag).

L’ingresso è libero.

 

 

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