AGRIGENTO-Daniela Ilardi e la sua poesia come impegno sociale

“Chiedete penna e calamaio; eccovi della carta bianca. Sedetevi, signore, dipingete secondo la vostra idea della bellezza”, se dovessi trovare una frase che più si confà alla concezione poetica di Daniela Ilardi, sceglierei proprio questa di Laurence Sterne per via del suo legame viscerale con la carta e per la brama di portare “Bellezza” dove bellezza non c’è.

Daniela Ilardi poetessa di origine palermitana ma oramai agrigentina di adozione, autrice della silloge poetica “Poesie in ordine sparso” e con un altro libro in pubblicazione, mi parla del suo amore per la scrittura che la accompagna fin da bambina: “Ho sempre  scritto negli anni; nelle mie borse puoi trovare sempre una miriade di pezzettini di carta dove io scrivo pensieri, riflessioni, poesie appunto sparsi qua e là, perché l’ ispirazione arriva in qualsiasi momento della giornata. “Sottolinea però che ovviamente l’ ispirazione da sola non basta, dopo il momento creativo  urge  un lavoro di revisione anche se per lei  la poesia è qualcosa di assolutamente spontaneo che nasce dal profondo dall’ anima e in questo senso gioca un ruolo fondamentale il momento, il carattere estemporaneo proprio della poesia.

Le chiedo chi è il poeta in quest’ epoca in cui tecnologia e materialismo hanno preso il sopravvento. Sorride “Questa è una bella domanda” osserva con l’ aria di chi affronta tutto ciò con le sue due armi a disposizione, sempre e solo quelle: carta e penna! “Secondo me il poeta in quest’ epoca di grande tecnologia è quello che non perde il contatto con la carta e la penna, colui che scrive nella semplicità in qualsiasi momento (ci ricolleghiamo ai pezzi di carta sparsi nella borsa!). Il poeta è colui che riesce a manifestare i propri sentimenti le proprie ispirazioni mettendole nero su bianco.

Anche lei utilizza spesso il mezzo dei social network per condividere pensieri e poesie, utilizzare i mezzi che la tecnologia ci fornisce per promulgare l’ essenza è una bella opportunità, però continua a sottolineare l’ importanza  fondamentale di mantenere il rapporto con la carta, con la tradizione e con la realtà. Da poetessa e operatrice culturale, tratta spesso il tema della legalità, argomento a lei  molto caro. Alcune delle sue liriche sono state pubblicate in diverse raccolte tra cui “La Questura di Agrigento tra cronaca e storia”, “Monumenti ai caduti della prima guerra mondiale” e “Il respiro pirandelliano della città”. Da figlia di un agente di polizia ha imparato ben presto il valore della legalità, un grande patrimonio etico che anima adesso il suo ruolo culturale: “E’ stato lui a trasmettermi tutti questi valori perché ho vissuto gli stati d’animo, l’ angoscia di un poliziotto onesto che fa bene il proprio lavoro sempre con l’ incombenza del pericolo, delle minacce. Io l’ho vissuta questa cosa fin da piccola, anch’io sarei voluta diventare poliziotta!”. A questo punto trovo spontaneo chiedere in che modo agisce la poesia nel sociale:

“La poesia è bellezza e quindi può portare bellezza dove bellezza non c’è”. Il suo impegno si traduce anche nel portare poesia nelle scuole, declamare una poesia è un modo sicuramente diretto ed efficace per attirare l’ attenzione su temi sociali importanti grazie alla risaputa  capacità del verso poetico di smuovere i sentimenti celati nei meandri dell’ essere attraverso l’ uso e l’ accostamento unico di parole, come solo l’ arte può fare.

“Tornando al libro nuovo ho scritto delle poesie legate al tema del femminicidio e della solitudine della donna, ultimamente ho recitato al Liceo Scientifico e delle Scienze Umane “R. Politi” Agrigento. E’ stata un’ esperienza bellissima perché i ragazzi hanno recepito il messaggio che volevo dare soprattutto la solitudine della donna in ambiente familiare: la donna che viene lasciata sola nella malattia, quando partorisce un bambino, nella normalità della famiglia viene trascurata quasi come fosse un robot.” Daniela Ilardi parla della sua esperienza nelle scuole e della gioia di sentire quanto il messaggio giunga ai giovani in modo eloquente attraverso la poesia. Racconta anche delle conversazioni con i docenti in cui  emerge, in questa fase paradossalmente tecnologica, che i giovani, ma anche i meno giovani,  hanno una forte difficoltà ad esprimere i propri sentimenti quindi il ruolo del poeta è proprio quello di portare i buoni sentimenti nella vita quotidiana perché il poeta è quello che “sente” per antonomasia e riesce a trasferire ciò che abbiamo già dentro in potenza per immergerci in noi stessi.

Un primo libro cha ha riscosso buon successo, un secondo in uscita ma la poetessa Ilardi svela anche il desiderio di scrivere un libro sulle donne: “Perché le donne sono sempre state messe in ombra e penalizzate nei secoli, vorrei fare un libro sulle donne che sono andate controcorrente e non hanno mai rinunciato a se stesse, pur con tanta difficoltà.”

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