AGRIGENTO- In mostra le “Cosmocromie” di Carmelina Guarneri

Se “La pittura è poesia silenziosa e la poesia è pittura che parla” la poeticità delle opere di Carmelina Guarneri ci trasporta nell’ infinito cosmo: l’ universo, il concetto di infinito tra i temi che da sempre più affascinano l’ uomo e che può essere letto come una bella metafora della vita: riportare su tela un agglomerato di polveri che può essere illuminato anche da una sola stella, regalandoci uno spettacolo senza eguali.

In questo caso la poesia prende doppiamente forma, attraverso i versi poetici della giovane avvocatessa Eva Di Betta, figlia della pittrice, che lasciandosi ispirare dalle Cosmocromie materne, firma diverse intense poesie che affiancano le opere esposte presso il Palazzo dei Filippini  di Agrigento.

Immersa nel suo mondo interstellare di “Cosmocromie” chiedo alla pittrice, Vice Prefetto a riposo, in che modo ha conciliato il lavoro istituzionale alla passione artistica: Carmelina  Guarneri mi racconta della sua passione innata per la pittura che l’ha portata a seguire sempre mostre e pittori, un universo  latente ma costante nella sua vita.

Mi parla anche  di un evento vissuto particolare e  carico di sentimenti ed emozioni che le ha fatto scattare il desiderio di mettere su tela tutto ciò che sentiva dentro. Dipingeva nei ritagli di tempo o durante la notte. “A seconda dello stato emotivo mettevo su tela tutto ciò che sentivo“.

L’ infinito si lega anche alla perdita di  una persona cara “Quando perdiamo qualcuno pensiamo che essa sia andata in cielo, che sia una particella che si ricongiunge all’ universo,-osserva l’ artista-una polvere di noi stessi quindi istintivamente la visione di questo universo così affascinante, delle  nebulose dai colori meravigliosi e splendenti in cui si alterna la nascita e la morte di una stella ci riporta all’assonanza tra l’ origine della vita e la morte“.

Scienze, biologia, astronomia le sue grandissime passioni “bìos = “vita” sono affascinata da tutto ciò che vive” afferma.

   Le nebulose vere protagoniste della sua pittura (Nebulosa del Cigno, Ali d’ Angelo, Omega, Laguna, Farfalla, Testa di Cavallo, Fiamma, Manubrio, Occhio di gatto, sono solo alcune delle nebulose dipinte dall’ artista)  ma anche Interazioni di Galassie, Onde sonore ed il Big Bang che tra Luce ed oscurità risuonano nel nostro microcosmo interiore.

La mostra di  sarà visitabile fino al 20 luglio 2018 presso il Palazzo dei Filippini, via Atenea (Ag).

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