AGRIGENTO- Serata in ricordo di Antonio Manganelli: fulgido esempio di dedizione e integrità morale

“Una persona semplice, fatta di vita, di sole, di voglia di vivere, di amore per la sua terra l’ Irpinia ma amava anche molto la Sicilia, un uomo che ha sempre saputo sorridere anche nei momenti più difficili. La sua era una vera e propria vocazione ed ha vissuto fino all’ ultimo dei suoi giorni da poliziotto. Un uomo a cui la cultura ha dato il piacere di apprezzare la vita.”  A parlare è Adriana Manganelli, moglie Antonio Manganelli, capo della polizia di Stato scomparso 5 anni fa.

E’ stata una serata molto intensa e toccante ma soprattutto densa di significato quella svoltasi martedì scorso presso il Circolo Empedocleo per  ricordare e rendere omaggio ad un uomo  di grande spessore umano e professionale che ha vissuto con abnegazione e coraggio dedicando  la sua esistenza all’ affermazione del  principio della legalità. Antonio Manganelli era nato ad Avellino l’8 dicembre 1950. Laureato in Giurisprudenza presso l’Universita’ degli studi di Napoli, si e’ specializzato in Criminologia Clinica presso la facolta’ di Medicina e Chirurgia dell’universita’ di Modena. “Dagli anni ’70 ha operato nel campo delle investigazioni.  Ha diretto il Servizio Centrale di Protezione dei collaboratori di giustizia ed e’ stato questore di Palermo e di Napoli.
Nel 2000 e’ stato nominato dal Consiglio dei Ministri prefetto di 1^ classe, con l’incarico di direttore centrale della Polizia Criminale e vice direttore generale della Pubblica Sicurezza.
Dal 3 dicembre 2001 e’ stato vice direttore generale della Pubblica Sicurezza con funzioni vicarie.
Il Consiglio dei Ministri lo ha nominato capo della Polizia il 25 giugno 2007.

“E’ con vivo piacere- ha affermato il Delegato Provinciale Cav. Uff. Gaetano Marongiu– e con entusiasmo che ho accettato l’ invito dell’ autore (riferendosi a Paolo Cilona)  a porgere il mio personale contributo su una bella e al contempo importante figura quale è stata il Capo della Polizia Antonio Manganelli. Egli ha meritato e si è guadagnato la stima ed il rispetto delle istituzioni e dei suoi collaboratori più stretti per il modo di operare, di lavorare in sinergia con tutte le forze di polizia italiane, europee ed extraeuropee, con un solo ed importante obiettivo: quello di fare squadra nell’ interesse generale delle istituzioni e dei cittadini.”

Il Presidente del Cepasa Paolo Cilona, che per l’ occasione ha realizzato la pubblicazione “Antonio Manganelli-cinque anni dopo” in collaborazione con l’ Ass. Naz. Insigniti Onorificenze Cavalleresche-delegazione di Agrigento, sottolinea:  “Antonio Manganelli amava dialogare con tutti e sapeva aggregare. Il suo percorso umano e professionale costituiva e costituisce ancora oggi un grande esempio per le future generazioni. Serio, misurato, preparato, mai scontato. Lo stile professionale sempre impeccabile, l’ etica del rispetto verso gli altri, la lotta alla mafia e all’ illegalità diffusa erano gli elementi primari del suo agire. Era davvero speciale, un uomo fortemente impegnato a contrastare il malaffare, gli abusi e le prepotenze. E l’ ha fatto con la carica umana che contraddistingue chi fa il lavoro del poliziotto con passione, impegno e profondo spirito di servizio.”

Maurizio Auriemma Questore di Agrigento ha espresso commozione e orgoglio per una persona che ha caratterizzato e sancito alcuni momenti chiave della sua carriera e del suo percorso professionale, e che ha caratterizzato e contraddistinto un percorso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ed ha sottolineato la felice intuizione del Capo della Polizia Manganelli nel 2007, di pensare ad un modello formativo che diede vita alla nascita prima scuola di formazione per gli agenti incaricati di tutelare l’ ordine pubblico.

Salvatore Cardinale presidente della Corte d’Appello di Caltanissetta che ha focalizzato l’ attenzione sugli uomini che Manganelli ha combattuto in Sicilia.

Altro momento degno di nota la lettura della  lettera aperta della figlia di un agente all’insegnante che lo scorso 28 febbraio, nel corso degli scontri a Torino, urlò contro la polizia: “Vigliacchi, mi fate schifo, dovete morire che è stata letta  dall’ attrice Maria Fantauzzo. Eccone un estratto:

«Forse tu non sai cosa vuol dire. Tu non sai cosa vuol dire vivere di turni, vivere di imprevisti, di compleanni in cui nelle foto ci sono tutti: tranne lui. Del pranzo di Natale che diventava freddo a forza di aspettarlo. Del cuscino vuoto accanto a mia madre. Del freddo, del sonno, del sangue sulla strada, degli insulti che gente come te ogni giorno rivolge a chi indossa una divisa.

Cara professoressa, hai mai provato ad accarezzare la stoffa della giacca di un poliziotto o di un carabiniere? Sai non è di un cotone morbido, non è il lusso che tutti credono che lo Stato regali a quegli uomini e a quelle donne in divisa.

Cara professoressa, tu sai che mentre auguravi a quei ragazzi la morte, a casa c’erano i loro bambini che si erano appena addormentati e che si aspettavano di vedere i loro papà il giorno dopo come tutti i giorni? Lo sai che c’erano madri, fidanzate e mogli che in quel preciso momento stavano pensando a loro? E stavano pensando se magari potevano avere troppo freddo là fuori? “

Filippo Dispenza, Prefetto e Direttore della direzione centrale Affari generali Polizia di Stato “Antonio Manganelli mi ha insegnato tantissime cose, credo sia stato il Capo più amato in assoluto.  Il paese deve essere orgoglioso di avere avuto un Capo della Polizia come Antonio Manganelli perché davvero ha tracciato la via del contrasto al terrorismo, al crimine organizzato, ha contribuito alla grande rivoluzione del paese perché le nuove generazioni potessero avere un futuro di dignità, perché la criminalità, la corruzione, il narcotraffico che danno dolore, morte e disperazione tolgono  futuro, possibilità di affermarsi alle nuove generazioni. Quello che lui ha fatto resterà per sempre.”

E ancora due intensi momenti poetici:  Daniela Ilardi  con la poesia “L’ odore del mare” e Giuseppina Mira con “E furono giorni di luce” che hanno evocato, attraverso versi scritti per l’ occasione, momenti di vita e sfumature di un grande uomo, ineguagliabile esempio di dedizione e spessore umano. L’ evento è stato coordinato da  Salvatore Fucà, giornalista, scrittore e storico. Presente anche l’ Associazione Culturale “Emanuela Loi” presieduta da Fabio Fabiano.

Nel corso della serata  è intervenuto il Sindaco Calogero Firetto e Tina Montinaro, moglie di Antonio Montinaro, caposcorta di Giovanni Falcone, ucciso dalla mafia insieme al magistrato, a sua moglie Francesca Morvillo e agli altri due agenti della scorta, Rocco Dicillo e Vito Schifani.

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