ARAGONA-“Passeggiata della Salute”. Alla scoperta della città romana e le sue necropoli

Anche questa Seconda “Passeggiata della salute” si è configurata come  un momento rilevante e carico di significati  per tutti i partecipanti che hanno avuto la possibilità  di vivere un’ escursione a diretto contatto con le testimonianze di insediamenti risalenti ad epoca preistorica, greca, romana,bizantina ed araba in uno scenario unico e suggestivo fatto di mandorli, granati in fiore, agrumeti ed ulivi.

Una giornata resa possibile grazie al contributo del Cesvop Centro Di Servizi Per Il Volontariato, dalle Associazioni per il Volontariato S. Vincenzo, dai Donatori di Sangue Avs e Adas, Dalle Giubbe d’ Italia, dal Museo Mudia e Chiesa San Vincenzo, dal Comitato Sagra du Cuddiruni ragunisi, con il patrocinio del Comune di Aragona e anche grazie all’ impegno e alla cortesia di tanti cittadini, come il sign. Raimondo Panzera, il cui terreno confina con il recinto della Necropoli in C.da Capo ed il sign. Salvino Bellanca “Che ci ha aperto il cancello della sua proprietà per visitare i ruderi facendoci da Cicerone e ci ha fatto trovare il sito pulito dalle erbacce.” Racconta il sign. Piero Spoto, tra i promotori dell’ evento. Un plauso anche a Lia Cipolla e Rita Stagno che si sono alternate in veste di Cicerone nei diversi siti.

Mentre il poeta aragonese Salvatore Pantalena ha declamato una sua poesia dedicata proprio a questa splendida iniziativa, in un magico scenario quale il viale dei pini centenari presso la casa Colonia S. Vincenzo e orto sociale, tra una brezza leggera che sembrava condurre  ogni verso in luoghi lontani.

Orchis Italica

Immagina la terra come una donna;

che per sentirsi bella ha voluto modellare le sue ossa,

calcificarle, e rivestirle con la pelle di esperienze

batterio-vegetali animalistiche,

con cui nutre il suo amante signore HOMO.

Lui! morente sta’ in queste pietre,

sciolte dal caldo e date come cibo con le acque a lei, e con loro lui.

Homo romano, inconsapevole di essere stato Africano.

Homo cristiano che chiede riparo a un testo cambiato.

Homo compaesano e figlio aragonese, guarda… cosa sta’ ai tuoi piedi,

mentre mamma con le ginocchia ai piedi alita gli ultimi segnali d’ Amore…

a noi, che non so da quanto tempo camminiamo assieme, ma non ci siamo mai guardati.

Poesia di Salvatore Pantalena 11 Giugno 2019

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