ARAGONA – Viaggio nel mondo dell’artista Fortunato Alfeo

Fortunato Alfeo

Entrando nel suo laboratorio rimango subito disorientata e stupita dalla quantità di opere e dalla moltitudine di “materia prima” pronta per essere trasformata in opera d’ arte dalle sapienti mani dell’ artista aragonese Fortunato Alfeo. Soprattutto colpisce la varietà di opere molto diverse tra loro per forma, materiale e genere: non solo sculture ma tele di diverse dimensioni,oggetti metallici che sembrano direttamente usciti da un film di fantascienza, alberi divenuti sculture e molto altro. Parlando con lui scopro anche l’ amore per la poesia che compone e recita. Insomma un universo artistico ricco di sfumature molto interessanti e diversificate, ma che hanno alla base una concezione artistica molto profonda ed un lavoro in continua evoluzione e sperimentazione. Un’ atmosfera al limite del surreale, uno scenario con un sapore antico e moderno allo stesso tempo.

Come e quando nasce la vena artistica in Fortunato Alfeo?
Nasce da bambino all’ età di 6 anni, amavo manipolare la creta, tanto che tornavo a casa sempre sporco di creta e mia madre si arrabbiava tantissimo. Ho fatto diversi lavori, poi all’ età di 52 anni ho iniziato per hobby a creare sculture con il legno e diversi materiali. Da lì le mostre e tante altre esperienze artistiche che sono arrivate in modo “naturale”.

Come nasce una sua opera e come arriva l’ ispirazione?
Io cerco la materia prima che abbia una certa forma che mi incanta e la plasmo in base alla forma che la natura gli ha già dato. In quello stesso pezzo vedo diverse forme da cui ricavo tante “facce”, è questa la peculiarità delle mie opere.
Amo anche lasciare una parte della materia prima al naturale per mostrare l’ autenticità della materia stessa.

Come nasce poi anche il desiderio di dipingere ?

Trovandomi a contatto con diversi pittori pian piano ho sentito l’ esigenza di dipingere.
Facendo il radiotecnico per diversi anni ho studiato la crominanza e ho deciso di applicare questo sapere nella pittura. Ho avutoanche il piacere di vincere all’ Estemporanea d’ Arte “Mandorla Fest 2013” il primo premio in ex aequo con una grande pittrice favarese, Amelia Russello.

Le tecniche utilizzate per le sue tele sono particolari, alcune inventate da lei con impasti particolari, di cosa si tratta?
Uso la tecnica ad intaglio grazie ad attrezzi particolari li creo io e riesco ad intagliare materiali molto duri, come il marmo. Ho acquisito pian piano una manualità per tagliare il vetro che ha una forma difficile da gestire, come le bottiglie dando la forma che desidero. Amo molto anche dipingere su carta usando matita, penna biro, pennarelli e inchiostro di china…poi passo l’ alcool con della stoffa.

Spazia in diversi ambiti artistici, dalla pittura alla scultura, ma cosa si sente in realtà un pittore o uno scultore?
Nasco scultore e mi sento principalmente uno scultore, sono in possesso di circa 1000 opere e sto ancora lavorando. Il disordine del mio laboratorio è dato dal fatto che non riesco a lavorare su un’ opera per volta, ma amo moltissimo lavorare contemporaneamente su più opere.

Oltre al legno, la plastica, il vetro, il metallo quali altri materiali utilizza per la realizzazione delle sue sculture?
Utilizzo di tutto, per citare un materiale inusuale ho utilizzato ossa animali fornitemi dal macellaio, anche se non è facile trattarle con molta fatica sono riuscito a realizzare delle sculture.

Lei è attratto da materiali della natura, ma nel corso della sua carriera artistica ha imparato ad amare e utilizzare diversi materiali anche riciclati.
Si, molte opere sono create con diversi materiali anche trovati per caso,ad esempio passando per una discarica, la gente a volte si libera di cose buone e utilizzabili, come questo pezzo a cui ho dato il nome di “Marchingegni”, e questo mi fa sentire soddisfatto nel far rivivere qualcosa che era destinato al macero.

Diverse mostre realizzate in questi anni e che hanno riscosso molto successo.
Ho realizzato la prima mostra a San Leone in occasione della Mediterranea Expo, ho allestito uno stand grazie al sindaco che c’ era all’epoca, Biagio Bellanca, che mi chiese di portare fuori la mia arte per farla conoscere. In quell’ occasione sono stato elogiato da estimatori e critici. Un’ esperienza che ricordo con piacere.

La poesia è una parte fondamentale nella sua vita.
Ho scoperto che riuscivo a scrivere poesie e pian piano, grazie all’ incoraggiamento di alcuni amici, sono riuscito a recitarle ed interpretarle fino a far emozionare e coinvolgere il pubblico e questa è una bella soddisfazione.
Nelle mie poesie parlo della sofferenza della gente, un tema che mi tocca molto, pur essendo una persona allegra e solare e pur avendo avuto una vita fortunata, nelle mie poesie c’è molta tristezza e malinconia.

Molti riconoscimenti anche come poeta.
Ho iniziato da poco a recitare, l’ anno scorso con la poesia “terra mia” sono riuscito ad entrare in finale in occasione del concorso poetico “I poeti del mandorlo”. Ho ricevuto moltissime targhe e riconoscimenti in questi anni, sono soddisfatto di ciò perché mi considero un artista che viene dal nulla……………. un attimo di pausa, la voce rotta
dall’ emozione nel ricordare i genitori, che purtroppo non hanno potuto assistere ai suoi traguardi artistici.

Se dovesse dare una sua definizione di arte come la definirebbe.
L’ arte è l’ espressione dell’ animo dell’ artista stesso, è qualcosa che non si costruisce con gli studi, lo studio sicuramente può affinare tali doti, ma l’ arte è fondamentalmente qualcosa che nasce dall’ anima dell’ artista.

Progetti per il futuro?
Attualmente ho in programma un progetto ambizioso, una grande mostra personale con circa 300 opere al Museo Brut di Losanna.

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