CAMPOFRANCO – Silenzio e lacrime per l’ultimo volo di Totò Scannella. Quello senza ritorno

Silenzio e lacrime. Con questo stato d’animo tutta, ma proprio tutta, Campofranco ha reso omaggio a Salvatore “Totò” Scannella il cinquantacinquenne funzionario dell’Anas morto lunedì mattina dopo che la sua passione, quella del volare, lo ha fatto salire per l’ennesima volta a bordo del suo Tecnam Ultra 2000 RG giallo che aveva acquistato dalla Guardia Costiera di Agrigento qualche anno fa. Una passione che gli portava sempre allegria e voglia di condividerla con gli amici di Campofranco e non solo. In tanti salivano sul suo velivolo “per vedere il mondo dall’alto”, frase che usava sempre per invogliare chi aveva qualche titubanza, per incentivare gli amici a provare l’ebrezza del volo sempre sotto controllo della sua esperienza. Persino l’ex vice parroco di Campofranco Bernardo Briganti è stato suo ospite per un giro “vicino al cielo”. Non si dà pace Mimì Cirlincione con il quale Totò Scannella aveva programmato un volo l’indomani della tragedia. Una folla immensa, ha partecipato commossa alle esequie officiate dal parroco Alessandro Rovello che ha ricordato la figura di Totò Scannella portandola ad esempio come marito e padre esemplare, anche nella sua esuberanza sempre dedito ai suoi familiari. Tutta la chiesa Madre non ha potuto contenere la gente che ha voluto stringersi attorno alla bara di Totò, tantissime persone hanno assistito fuori le mura del luogo sacro e in tutta la piazza. All’uscita del feretro dal portone principale, la gente era sempre in silenzio e in lacrime. E in tutto il percorso che giunge al cimitero, il lunghissimo serpentone dietro la bara ha visto tantissima gente con gli occhi abbassati e rossi dalla commozione, chi pregava, chi guardava in cielo “a voler cercare quel piccolo aereo giallo che purtroppo non volerà più” come ha detto qualcuno sottovoce. A piangere Totò, la moglie Palma Randazzo, i figli Francesco, con la moglie e Fortunato che aveva già programmato le proprie nozze a Giugno. E poi i tanti fratelli e sorelle giunti da ogni parte d’Italia che Totò ha riunito in una situazione tragica. “Ci sta guardando da lassù e magari ci sta anche facendo delle foto o delle riprese con la telecamera” ha sussurrato tra le lacrime una familiare. La fotografia altra sua passione che abbinata a quella di volare, lo ha portato alla morte. Come si usa dire in questi casi, quando l’essere umano non sa darsi una valida spiegazione a quanto è successo, il “destino ha voluto così”: questa è stata la frase più ricorrente in questi giorni a Campofranco e non solo e sino al cimitero dove adesso Salvatore Totò Scannella verrà tumulato. Una tragedia che Campofranco non dimenticherà facilmente, come quelle di tante altre giovani vite andate via dalla vita terrena in maniera tragica e violenta. Tutta Campofranco, colleghi di lavoro e tanti amici di ogni parte della Sicilia che condividevano con lui la passione del volo, tutti a voler dare l’estremo saluto ad un amico che portava allegria dovunque e che ha compiuto l’ultimo volo “per vedere il mondo dall’alto”. Con la nota un po’ stonata, che adesso Totò non atterrerà più sulla terra, ma guarderà tutti con il suo sorriso da una posizione diversa.

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