Fico d’India: sotto le spine un’anima di salute

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L’Opuntia ficus-indica è un cactus del nostro Mediterraneo, si trova ovunque, aggrappato sui costoni di roccia o ai bordi delle strade, a dispetto di quanto si pensa, non è originario del bacino del Mediterraneo ma del Messico. A quel tempo il nuovo continente era ancora chiamato India, da qui si spiega il nome. Durante tutto il XVI sec rappresenta una preziosa merce di scambio ma col passare del tempo perde inesorabilmente di valore commerciale anche a causa del suo carattere endemico. Il segreto di questa straordinaria produttività e resistenza è tutto racchiuso in quei strani dischi spinosi chiamati cladodi. Non sono foglie, ma dei rami propriamente trasformati per svolgere un tipo di fotosintesi per assimilare ingenti quantitativi d’acqua anche di notte. Le vere foglie sono piccolissime e quasi inesistenti, i fiori invece sono ben visibili così come i frutti, delle grosse bacche che secondo la varietà sono di color giallo-arancione, rosso porpora o bianco. Sono usati in medicina popolare come astringenti, hanno anche una discreta azione antiossidante e anti-radicalica ma attenzione a non esagerare con il loro consumo, potrebbero provocare un blocco intestinale. Armarsi di guanti e di pela patate prima di maneggiarli.

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