Il colosso giapponese Honda sta vivendo un momento di forte dualismo strategico, puntando da un lato a consolidare la sua presenza nel segmento dei SUV familiari con soluzioni ibride avanzate e, dall’altro, a riscoprire la propria vocazione sportiva attraverso il reparto Honda Racing Corporation (HRC). Questa doppia natura si manifesta chiaramente nelle ultime novità del marchio: il lancio della nuova generazione di CR-V e la presentazione di due concept ad alte prestazioni basati su Civic e Prelude.

Versatilità e spazio: la proposta CR-V

Per chi cerca concretezza e abitabilità, la nuova Honda CR-V si presenta sul mercato con un prezzo di attacco di 46.900 euro, posizionandosi come un SUV medio-grande che fa dello spazio il suo vero cavallo di battaglia. L’auto è progettata per accogliere comodamente cinque adulti, facilitando l’accesso grazie a portiere posteriori che si aprono quasi a novanta gradi, un dettaglio non trascurabile per le famiglie. L’interno è caratterizzato da finiture curate e sedili ergonomici, con una plancia moderna dominata da una console sopraelevata. Sebbene il cruscotto digitale sia di serie, la sua configurabilità appare limitata e gestisce, forse in modo poco intuitivo, gran parte degli aiuti alla guida. Il sistema multimediale, con il suo schermo a sbalzo da 9 pollici, bada al sodo: offre connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto ed è reattivo, pur non brillando per ricchezza grafica o funzionalità avanzate.

La tecnologia ibrida intelligente

Sotto il cofano, la CR-V propone due varianti elettrificate: una full hybrid (disponibile anche con trazione integrale meccanica) e una plug-in. Curiosamente, la versione plug-in offre un bagagliaio leggermente più capiente rispetto alla full hybrid, grazie al posizionamento della batteria sotto il divano posteriore anziché sotto il piano di carico. Il cuore pulsante di entrambe le versioni è un motore elettrico da 184 CV, che muove le ruote nella maggior parte delle situazioni, mentre il 2.0 a quattro cilindri da 148 CV funge principalmente da generatore. Solo a velocità di crociera costanti il motore termico si collega direttamente alle ruote tramite un cambio a due rapporti. Un grande passo avanti è stato fatto nel piacere di guida: il sistema simula i cambi marcia anche in modalità elettrica, eliminando il fastidioso “effetto scooter” tipico di altre trasmissioni ibride e restituendo la sensazione di un cambio automatico tradizionale.

Il ritorno della sportività pura

Se la CR-V incarna la razionalità, i nuovi concept svelati dalla casa nipponica rappresentano la passione pura. Honda ha infatti alzato il velo sulle versioni HRC della Civic Type R e della Prelude, immaginate come le future punte di diamante della sportività compatta. Questi prototipi nascono dall’esperienza diretta del reparto motorsport globale di Honda, con l’obiettivo di elevare il piacere di guida a nuovi livelli. L’idea di base sembra seguire la scia di quanto già mostrato con l’Acura Integra Type S HRC, un modello che aveva persino attirato l’attenzione del pilota di Formula 1 Yuki Tsunoda.

Dalla pista alla strada

La Civic Type R HRC Concept si preannuncia come una macchina estrema. Se la Type R standard è già spettacolare, questa versione HRC potrebbe rappresentare per le trazioni anteriori ciò che la GT3 RS rappresenta per la gamma Porsche 911: un veicolo alleggerito, potenziato e affinato grazie al feedback diretto dei piloti da corsa. Per quanto riguarda la Prelude HRC Concept, Honda ha scelto un approccio diverso. Chi sperava in un trapianto completo del propulsore della Civic potrebbe rimanere deluso, poiché il concept sembra mantenere la configurazione ibrida, arricchita però da componenti performanti progettati esclusivamente per esaltare la dinamica del veicolo. Entrambi i modelli anticipano la futura “Sport Line” di Honda, una gamma di produzione pensata per massimizzare la connessione tra guidatore e macchina, suggerendo che versioni più piccanti delle vetture di serie potrebbero presto diventare realtà.